Alluvione tra Piemonte e Liguria 21 Ottobre 2019

Nella corso del pomeriggio / sera di Lunedì 21 Ottobre 2019, si sono verificate precipitazioni abbondanti tra l’Alessandrino e l’entroterra di Genova causando eventi alluvionali, esondazioni, frane e ripercussioni sui vari collegamenti stradali e ferroviari.

Nel corso dell’evento una persona ha perso la vita, si tratterebbe di un tassista che è stato travolto da un corso d’acqua esondato in località Villa Carolina nel comune di Capriata.

Cerchiamo adesso di capire quale configurazione ha portato allo sviluppo di questo evento.

Analisi della Situazione del 21 Ottobre 2019

La situazione su scala europea come vediamo dall’immagine allegata sottostante, vedeva la presenza di due masse d’aria differenti.

Ad ovest troviamo una saccatura con aria relativamente fredda, mentre ad est troviamo una robusta alta pressione.

Questa configurazione è dovuta ad rallentamento della corrente a getto polare, un flusso d’aria che troviamo alla quota di 9000m circa.

Questo ha subito un rallentamento, aumentando l’oscillazione e permettendo lo scambio meridiano di masse d’aria, con l’aria più fredda che si è mossa verso latitudini inferiori e aria calda che inversamente si è spostata verso latitudini maggiori.

Una particolare dinamica atmosferica che può determinare condizioni meteorologiche estreme.

In questo caso, sulla parte orientale della saccatura, lungo il suo ramo ascendente, si sono attivate correnti calde ed umide, determinando così sulle nostre zone e sull’Europa centro-orientale, valori di temperatura anomali per il periodo, anche di 10°C rispetto alla media tipica.

Questi “ingredienti”, si vanno a sommare ad altri aspetti, come: l’estate 2019 che è risultata come la terza più calda dal 1800 in Italia, +1.7°C oltre la media degli anni 1981-2010.

Il mare, che in quel frangente risultava ancora caldo, 24/25° gradi sul Mar Ligure.

Questa presenza di una temperatura maggiore vuol dire maggior energia a disposizione dei temporali, ed in questo caso l’energia a disposizione era notevole circa 1500 j/kg di cape.

Questo vuol dire che ogni kg di aria riceve 1500 joule di energia durante l’ascesa.

La massa d’aria calda umida in risalita da sud, con la ventilazione dai quadranti meridionali ha fatto sfiorare i 30°C in alcune località del Sud Italia, ma raggiunto l’Appennino Ligure, questa è stata costretta forzatamente dalla catena montuosa a sollevarsi, raffreddandosi, e condensando sotto forma di nubi e precipitazioni.

Si avviato poi un sottile “gioco” a tre, con lo scirocco che spingeva verso nord facendo innalzare la massa d’aria contro gli Appennini formando i temporali.

Le raffiche in uscita dal temporale (in gergo “gust front”) con i venti da nord vanno a convergere con lo scirocco, aumentando i moti verticali.

Fino a formare una linea temporalesca ben protesa sul Mar Ligure, che spinta dallo scirocco si è mossa verso nord ovest, raggiungendo un punto di stasi, con il tutto bilanciato e il temporale che rimane “bloccato” per circa 12 ore.

Altre immagini dell’evento qui

Le precipitazioni totali tra le 00 del 21 ottobre e le 04 del 22 ottobre sono state:

  • 540mm Campo Ligure
  • 486mm a Gavi (AL)
  • 480mm Campo Ligure – Prai
  • 430mm Rossiglione (GE)
  • 419mm a Casalecchio Boiro (AL)

La maggior parte di queste precipitazioni sono cadute dal pomeriggio alla sera, su terreni già saturi a seguito delle precipitazioni avute anche nelle ore e nei giorni precedenti.

Tra le ondate di piena si segnalano i record storici (da quando ci sono le misurazioni nel 1998) della Bormida e Orba ad Alessandria.

Analizzando la zona a nord del temporale, abbiamo notato la formazione di alcune probabili supercelle, una delle quali ha prodotto grandine con diametro di circa 2cm nel Pavese; la stessa zona in cui la mattina stessa vi erano state le maggiori precipitazioni (70mm circa) prodotte dall’immenso temporale di tipo MCS.


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