Coronavirus e l’impatto sulle Previsioni

La pandemia di Coronavirus (COVID-19), sta facendo sentire i propri effetti anche a livello meteorologico, ovviamente non sta modificando le condizioni meteo, ne tanto meno il clima, ma sta impattando sulla qualità delle previsioni meteorologiche.

Il motivo, come afferma il noto centro europeo ECMWF, è da attribuirsi alla riduzione dei voli aerei e quindi un conseguente calo delle osservazioni basate sugli aerei disponibili per i centri di previsione meteorologica.

Il modello matematico globale ECMWF (Modello Inglese), utilizza parte di questi dati per avere una situazione meteo attuale da cui i supercomputer possono partire per elaborare e fornire una simulazione delle condizioni.

Per il modello Inglese, i rapporti degli aeromobili sono secondi solo ai dati satellitari nel loro impatto sulle previsioni.

Come si evince dal seguente grafico si è registrata una riduzione del 65% nelle segnalazioni ricevute rispetto al 3 marzo. A livello globale la riduzione è stata di circa il 42%.

numero di osservazioni basate sull’aereo sull’Europa ricevute e utilizzate all’ECMWF da inizio Marzo

Considerando questa mancanza di dati a disposizione, e il calo che continuerà a registrarsi anche nelle prossime settimane, come afferma Steve Stringer, Program Manager ABO di EUMETNET:

“Le ultime informazioni disponibili dalle compagnie aeree suggeriscono che la copertura europea AMDAR sarà ridotta del 65% o più nel corso del prossimo mese, che attualmente dovrebbe continuare fino all’estate” .

L’ECMWF afferma che questo graverà sull’accuratezza delle previsioni meteorologiche.

Secondo infatti alcuni studi, la rimozione di tutti i dati provenienti dai velivoli, diminuirebbe l’accuratezza delle previsioni fin del 15% delle previsioni del vento e della temperatura a breve termine in quota (10000-12000 metri di altezza), con un impatto ancora più significativo nella previsione fino a sette giorni.

Mentre negli strati atmosferici più bassi come al suolo, si arriverebbe ad una diminuzione fin del 3%.

Per risolvere questa problematica non di poco conto, visto che le previsioni meteo sono utili in diversi settori, viene tenuta in considerazione la possibilità di aumentare i lanci di palloni sonda (radiosondaggi), così da raccogliere dati su tutta la colonna atmosferica dal suolo, fin a 18.000m di quota.

Un’altro aiuto potrebbe invee arrivare dallo spazio, grazie ai dati del recente satellite Aeolus che è attivo da gennaio 2020 e trasmette dai sulla ventilazione.

Quest’ultimi potrebbero colmare parte dei dati mancanti ed evitare che le previsioni perdano molto in accuratezza.

Fonte di riferimento ecmwf.int

Andrea Pardini

Amministratore Fondatore, Previsore e Developer. Ragioniere, Perito Commerciale e Programmatore Informatico, con la passione per Meteorologia e la Scienza in generale. Attualmente Informatico presso una Web Travel Agency. Si occupa: del mantenimento della strumentazione e del portale web, stesura di articoli ed elaborazione delle previsioni meteo. Partecipa ai progetti: Archivio Eventi Meteo e Tornado in Italia.

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3 risposte

  1. replay ha detto:

    Tanto bello o brutto in gita non ci vado 😀 Ben venga la riduzione dei voli aerei con il suo carico di virus.

    • Marco ha detto:

      Non festeggerei tanto,.. prima di tutto gli aerei non sono vettori che trasportano il virus,.. ma l’altro aspetto, come si legge dall’articolo, l’hai letto vero? La riduzione dei voli porta ad una minore presenza di dati iniziali e di conseguenza risultati meno attendibili.

    • Andrea Pardini ha detto:

      La risposta di Marco è stata più che esaustiva, ok meno aerei, meno inquinamento, meno trasmissione di virus voli per lo più cargo, e pertanto ci sono meno interazioni sociali con le persone,.. Però sarebbe interessante trovare un alternativa a questi dati utili per alimentare i modelli fisico-matematici come quello inglese