Ferragosto. Temporali o caldo africano? Perché tanta incertezza?


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Ne abbiamo sentite moltissime. Ferragosto rottura dell’estate“, “torna il caldo africano“. Tanti titoli, molta incertezza.

Ma davvero la colpa è di chi fa le previsioni o della meteorologia?

Escludiamo subito chi si occupa di “meteorologia” solo per fare clickbaiting o terrorismo mediatico per attirare l’attenzione, e parliamo di chi offre un servizio il più possibile professionale.

Facciamo poi un passo indietro negli anni. Fino a qualche decennio fa le configurazioni meteo mediterraneo/europee erano quelle di seguite riportate.

I 3 attori meteo principali dell’estate (del passato).

Anticiclone delle Azzorre – a inizio estate estendeva le sue propaggini verso il Mediterraneo, e alternandosi con alcuni impulsi instabili o anche perturbazioni atlantiche, manteneva temperature gradevoli senza eccessi, ogni tanto un passaggio temporalesco interrompeva il dominio anticiclonico, senza eventi estremi.

Depressione semipermanente d’Islanda – più presente nel semestre freddo, d’estate inviava deboli impulsi senza eventi estremi, in Europa.

Il conosciutissimo anticiclone africano che raramente si spingeva nel Mediterraneo e solo per brevi periodi.

Tornando all’argomento principale di trattazione l’estate iniziava bene o male col suo solstizio in terza decade di giugno. Fino ad agosto proseguiva alternando impulsi piovosi a cielo spesso soleggiato e caldo gradevole.

A metà agosto un impulso freddo più organizzato portava un deciso cambiamento, l’estate poi ripartiva ma con temperature meno calde: la cosiddetta “rottura estiva”. Tutto questo con temperature non estreme.

Oggi non è più così...

Il cambiamento climatico, da qualsiasi cosa sia causato, (non è compito di questa rubrica analizzarne le cause), ha ridotto l’influenza in Europa delle figure bariche per eccellenza elencate prima, con incremento degli scambi meridiani e una frequente presenza dell’anticiclone africano/subtropicale rispetto all’anticiclone delle Azzorre; la tipica “rottura” estiva non avviene più o almeno non come in passato.

Irruzione fredda diretta in medio Atlantico.

Tornando all'”oggi“, nell’ immagine seguente notiamo le anomalie delle acque superficiali dell’oceano Atlantico, una massa di acqua più fredda della norma si trova tra Azzorre e Portogallo, stabile da molto tempo.

Senza entrare in tecnicismi, quest’area tende ad “aspirare” le perturbazioni e l’aria fredda conseguente verso sé stessa, creando “scambi” meridiani tra Nord e Sud. E come avviene da mesi, quest’ondulazione della Jet stream conseguente alla presenza di depressioni in medio Atlantico richiama ulteriormente l’anticiclone africano verso nord.

Nel grafico in gergo denominati “Spaghetti” del modello Ecmwf, dove viene analizzata la tendenza delle temperature in quota (850hpa e 500hpa, rispettivamente circa 1500 mt e 5500mt) vengono analizzati varie tendenze, più che le linee sono vicine più alta sarà la possibilità che si verifichi. Notiamo come dopo il 16 agosto la tendenza diventi altamente confusa con linee divergenti.

Chi analizza e interpreta i modelli previsionali ha ben poche colpe. In questo momento non è facile intuire come andranno i giorni dopo Ferragosto, questo a causa della traiettoria che seguirà l’aria fredda in Atlantico, difficilmente prevedibile

Al momento è lecito attendersi un’impulso perturbato (probabilmente per il Nord e parte del Centro) prima di Ferragosto, preceduto da un’avvezione di aria molto calda che riporterà le temperature prossime ai 40°c . Al seguito un parziale calo termico .

Una nuova potenziale ondata di aria calda, precederà un nuovo impulso perturbato per il Nord e parte del Centro dopo il 15.

Data la sopra accennata incertezza modellistica vi invitiamo a seguire gli sviluppi nei consueti canali social.

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