La Niña all’apice, ma continuano i suoi effetti

Dall’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione meteorologica mondiale(OMM), la Niña 2020-2021 ha ormai passato l’apice. Questo però porterà ancora effetti su temperature, precipitazioni e tempeste.

Nonostante questo raffreddamento dell’Oceano Pacifico equatoriale centrale e orientale, si prevede che le temperature globali risulteranno ancora superiori alla norma nel periodo tra Febbraio-Aprile 2021.

Il picco di La Niña pare attorno lo scorso ottobre-novembre e c’è un 65% di possibilità che possa persistere anche nei mesi precedentemente indicati. Al 70% invece che il Pacifico tropicale torni con temperature nella norma entro Aprile-Giugno 2021.

Di solito ha effetti totalmente opposti sul tempo e sul clima rispetto El Niño.
 
El Niño e La Niña sono fondamentali per il sistema climatico terrestre. Il problema è che adesso si stanno verificando in compagnia dei cambiamenti climatici causati dall’uomo. Quest’ultimo sta portando a far crescere sempre piu’ la “febbre” del pianeta, più eventi meteo estremi, influenzando i modelli di piogge stagionali e complicando previsione di questi eventi.

Grazie alla capacità di prevedere in anticipo questi due fattori il WMO è in grado di mettere in attivo e mobilitare piani a difesa dei territori. Nonostante l’anomalia fredda della Niña non è stato sufficiente ad evitare che il 2020 fosse uno dei 3 anni più caldi mai registrati nella storia.

Effetti maggiori pero’ si hanno nell’anno successivo, ma resta ancora da vederne l’influenza sul 2021. Ricordiamo che per le previsioni è bene seguire aggiornamenti non oltre la settimana di distanza in quanto perdono enormemente di attendibilità.

In mappa le anomalie di temperature e piogge attese fin Aprile anche se da considerare come tra il Nord America e parte dell’europa centro-settentrionale abbia gia’ fatto importanti fasi di gelo