Vulcano Marsili cosa sappiamo?

In termini di pericolosità legata alle eruzioni sottomarine, ai collassi laterali, e a possibili tsunami associati, i dati a nostra disposizione non consentono di fornire stime quantitative, ma alcune considerazioni preliminari possono essere fatte.

Il collasso laterale di vulcani sottomarini è un fenomeno conosciuto da tempo e, qualora si verifichi, non è detto che produca tsunami.

Questi ultimi sono generalmente associati a terremoti e/o frane di isole vulcaniche o di settori della scarpata continentale.

Per la valutazione dei collassi laterali dei vulcani sottomarini e della pericolosità di tali eventi è assolutamente prioritario effettuare una stima della stabilità dei versanti del vulcano, valutare il volume di roccia potenzialmente coinvolto, conoscerne le modalità di movimento lungo il pendio e, una volta noti tutti i parametri, verificare se il volume di roccia e la dinamica della frana sottomarina sono compatibili con l’innesco di uno tsunami.

Al momento attuale non vi sono studi quantitativi, scientificamente affidabili, inerenti le fenomenologie sopra riportate per il vulcano Marsili.

Ciò che conosciamo è ancora poco rispetto a quanto sarebbe necessario, ma la morfologia del vulcano non presenta evidenze di significativi collassi laterali di settore per gli ultimi 700.000 anni di attività.

Vi sono evidenze di seafloor sliding superficiali (franamento del fondo marino) solo nel settore centrale del vulcano.

Questi franamenti non producono tsunami perché coinvolgono volumi irrisori (molto inferiori a 1 km3) di roccia disgregata; franamenti simili si verificano spesso sui conoidi sommersi davanti alla foce di fiumi o al tetto della scarpata continentale lungo canyon sottomarini.

Nel record storico e geologico degli tsunami che hanno interessato le coste tirreniche non vi sono evidenze di onde anomale ricollegabili a collassi laterali del Marsili.

Non è però detto che nel futuro questi non si possano verificare, e quindi una valutazione della stabilità del Marsili deve essere fatta raccogliendo più dati, così come più dati sono necessari relativamente all’attività sismica e deformativa del vulcano sommerso.

Tale valutazione è, in termini di stima della pericolosità potenziale da tsunami, scientificamente importante e socialmente doverosa.

Tratto dall’articolo di Guido Ventura (INGV).