La Sardegna vive un recupero idrico straordinario. Secondo il bollettino di aggiornamento del 24 febbraio, il riempimento complessivo degli invasi regionali è passato dal 39% di fine dicembre al 95% attuale.
Un incremento eccezionale, ben visibile anche dalle immagini satellitari “prima/dopo”, che testimoniano gli effetti delle intense e persistenti precipitazioni che hanno interessato l’isola tra gennaio e febbraio.
Un’inversione di tendenza fondamentale dopo mesi segnati da criticità idriche e timori per l’approvvigionamento agricolo e civile.


Immagini Matteo Tidili
I dati invaso per invaso
Ecco il dettaglio aggiornato dei principali bacini sardi:
Lago del Cuga
- Da: 18,5% (3,7 Mmc)
- A: 82% (17,3 Mmc)
📈 Incremento straordinario, quadruplicato il volume invasato.
Lago Coghinas
- Da: 36,3% (80,6 Mmc)
- A: 78% (256 Mmc)
💦 Oltre 175 milioni di metri cubi recuperati.
Lago Mulargia
- Da: 6,7% (21,7 Mmc)
- A: 78% (251 Mmc)
🚀 Uno dei recuperi più eclatanti: da situazione critica a quasi piena operatività.
Lago Omodeo
- Da: 48,1% (201,6 Mmc)
- A: 100% (511,2 Mmc)
🌊 Il più grande bacino dell’isola torna alla massima capacità.
Lago Lerno
- Da: 35,3% (12,2 Mmc)
- A: 100% (42,3 Mmc)
Lago del Liscia
- Da: 41,8% (43,5 Mmc)
- A: 89% (92 Mmc)
Lago dell’Alto Temo
- Da: 22,5% (17,5 Mmc)
- A: 80% (61,8 Mmc)
Lago Basso del Flumendosa
- Da: 58,6% (154,1 Mmc)
- A: 100% (263 Mmc)
Lago Monte Pranu
- Da: 37,8% (18,6 Mmc)
- A: 100% (49,4 Mmc)
Genna Is Abis
- Da: 62,2% (14,9 Mmc)
- A: 84% (20,1 Mmc)
Cosa ha determinato questo recupero?
L’incremento è legato a:
- Persistenti perturbazioni atlantiche
- Accumuli pluviometrici superiori alla media stagionale
- Episodi di maltempo intenso con piogge diffuse su gran parte del territorio
Il risultato è un recupero idrico tra i più importanti degli ultimi anni, con effetti positivi su:
- Riserva potabile
- Irrigazione agricola
- Produzione idroelettrica
- Sicurezza idrica per la stagione estiva
Un segnale incoraggiante, ma attenzione
Se da un lato i dati sono estremamente positivi, dall’altro sarà fondamentale:
- Monitorare l’evoluzione primaverile
- Gestire correttamente le risorse accumulate
- Valutare eventuali criticità legate a piene e gestione degli scarichi
La Sardegna passa così da una fase di preoccupazione idrica a una condizione di piena sicurezza, almeno nel breve-medio termine.




