Le condizioni meteorologiche sul Mediterraneo centrale sono destinate a peggiorare progressivamente nei prossimi giorni, con l’ingresso in scena di una fase marittima intensa e persistente che interesserà un’ampia porzione dei mari italiani tra domenica sera e almeno martedì.
L’evoluzione sinottica, ormai ben inquadrata dai principali modelli numerici, favorirà un rinforzo deciso dei venti di Scirocco e Levante e un conseguente aumento significativo del moto ondoso, con valori localmente elevati soprattutto sui settori meridionali e insulari.
Evoluzione sinottica: depressione tra Nord Africa e Baleari
Alla base dell’evento vi è l’approfondimento di una saccatura di origine nord-atlantica diretta verso la Penisola Iberica e il Nord-Ovest africano, associata ad aria più fredda di origine polare marittima.
Nel corso del fine settimana è atteso un primo minimo depressionario sul Mare delle Baleari, seguito, tra lunedì e martedì, dalla risalita di un sistema depressionario più complesso dal Nord Africa, con valori barici inferiori ai 1000 hPa.
Un vortice semi-stazionario sul Mediterraneo centrale
Il minimo tenderà a rimanere semi-stazionario per 36–48 ore tra Tunisia e Baleari, ostacolato verso est dall’espansione di un promontorio subtropicale diretto verso l’Europa nord-orientale.
Questa configurazione favorirà:
- un richiamo persistente di correnti sciroccali nei bassi strati;
- un trasferimento continuo di energia verso la superficie marina;
- la formazione di onde lunghe e molto energetiche.
Moto ondoso: valori elevati e durata prolungata
Le simulazioni del modello WW3–MED mostrano una fase marittima ben strutturata e di ampia scala, non limitata a brevi picchi ma caratterizzata da persistenza e fetch esteso.
Altezza d’onda significativa prevista
- Sardegna meridionale e sud-orientale: fino a 6–7 metri nelle fasi di picco
- Sicilia meridionale e Ionio: 4–6 metri, localmente superiori sui settori più esposti
- Tirreno: mare molto agitato, con onde di 3–4 metri su ampie aree
- Adriatico: mare molto mosso o agitato, con valori medi 2–3 metri, ma con impatti rilevanti lungo le coste basse





🔎 BOX TECNICO – Cos’è l’altezza d’onda significativa (Hs)
L’altezza d’onda significativa (Hs) rappresenta la media del terzo più alto delle onde presenti in un determinato intervallo di tempo.
È il parametro di riferimento utilizzato in meteorologia e oceanografia per descrivere lo stato del mare, perché correlato alla percezione reale delle condizioni marine da parte di osservatori e naviganti.
Come interpretare i valori di Hs
- 1–2 m → mare mosso
- 2–4 m → mare molto mosso / agitato
- 4–6 m → mare agitato / grosso
- >6 m → mare molto grosso
Nel caso in esame, i modelli indicano Hs fino a 6–7 metri sui bacini più esposti del Mediterraneo centrale, valori che non descrivono singole onde isolate, ma uno stato del mare mediamente molto energetico e persistente.
🌊 BOX TECNICO – Periodo d’onda: perché conta quanto l’altezza
Oltre all’altezza, un ruolo fondamentale è svolto dal periodo d’onda (T), ovvero il tempo che intercorre tra il passaggio di due creste consecutive.
Perché un periodo lungo è più impattante
Onde con:
- periodo breve (6–8 s) tendono a dissiparsi più rapidamente;
- periodo medio-lungo (10–14 s o superiore) trasportano molta più energia e penetrano più efficacemente verso la costa.
Durante eventi come quello previsto, la persistenza del vento su grandi distanze favorisce la formazione di onde lunghe, capaci di:
- aumentare il run-up sulla spiaggia,
- intensificare la risacca nei porti,
- amplificare i fenomeni di erosione costiera.
🌬️ BOX TECNICO – Il ruolo del fetch nella formazione delle onde
Il fetch è la distanza libera su cui il vento soffia in modo continuo sopra la superficie marina.
Più il fetch è ampio e persistente, maggiore sarà l’energia trasferita al mare.
Perché il fetch è determinante in questo evento
L’attuale configurazione barica favorisce:
- correnti sciroccali persistenti,
- vento che soffia per molte ore su ampie porzioni del Mediterraneo centrale,
- assenza di ostacoli significativi tra Nord Africa, Canale di Sardegna e Ionio.
Questa combinazione consente al moto ondoso di crescere progressivamente, raggiungendo valori elevati non solo per intensità, ma soprattutto per durata e organizzazione del campo d’onda.
L’Extreme Forecast Index (EFI) applicato all’altezza d’onda significativa colloca l’evento nelle code estreme della climatologia, indicando una anomalia statistica per il periodo, soprattutto sui bacini meridionali.

Le aree costiere italiane più esposte
Sardegna
Le coste meridionali, sud-orientali ed orientali risultano le più esposte a Scirocco e Levante. Attese mareggiate consistenti, con frangenti potenti, risacca nei porti e possibili fenomeni di erosione costiera.
Sicilia
Particolare attenzione ai litorali meridionali e sud-orientali, dove il mare lungo e l’elevata energia ondosa potranno determinare condizioni difficili per la navigazione e le attività marittime.
Ionio
Il bacino ionico risponderà in modo efficace al flusso sciroccale persistente, con mare agitato o grosso lungo le coste della Calabria ionica, del Golfo di Taranto e del Salento.
Tirreno e Adriatico
Pur con valori inferiori rispetto al Sud, anche Tirreno e Adriatico saranno interessati da una fase marittima sostenuta, con impatti significativi sulle coste urbanizzate, sui porti e sulle infrastrutture esposte, soprattutto in presenza di mare lungo.
Pur non trattandosi di una situazione eccezionale in senso assoluto, la combinazione tra intensità, durata e ampiezza spaziale rende questa fase marittima meritevole di attenzione, soprattutto per:
- navigazione e traffici marittimi;
- attività portuali e turistiche;
- tratti costieri notoriamente vulnerabili alle mareggiate.
I prossimi aggiornamenti modellistici ad alta risoluzione consentiranno di affinare ulteriormente tempistiche e localizzazione dei massimi, ma il segnale di una fase di mare agitato su gran parte dei mari italiani appare ormai ben consolidato.




