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L’anno 2021 doveva sancire la lenta ripresa post COVID-19 e la messa in campo di interventi concreti, ma i dati forniti dal Report “Ecosistema Urbano 2022” realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia ed il Sole 24 ORE confermano la tendenza di “stallo” degli scorsi anni.

Ecosistema Urbano 2022 è il report annuale sulla “performance” ambientale dei comuni capoluoghi italiani, tenendo conto di 18 indicatori tra cui:

  • mobilità,
  • rifiuti,
  • acque,
  • aria,
  • energia ed
  • ambiente urbano.

La produzione dei rifiuti è ritornata a salire, il parco auto rimane il più alto del vecchio Continente, mentre lo smog ha ripreso a crescere nelle aree urbane assediate da una malsana aria irrespirabile.

Pochi i capoluoghi che hanno puntato davvero sulla sostenibilità ambientale.

Il buon esempio arriva da Bolzano: la nuova regina green che dal sesto posto dello scorso anno conquista la vetta della classifica di Ecosistema Urbano 2022. Al secondo posto Trento, seguita da Belluno, Reggio Emilia e Cosenza, unica città del sud a entrare anche quest’anno nella top 10 della graduatoria.

Nessuna della 105 Comuni capoluoghi ha raggiunto quota 100, la media del punteggio è arrivata fino al 53,41% ad un passo del valore dello scorso anno del 53,05%.

La passata edizione solo la cittadina di Trento agganciò la quota “100”, ma alcuni Comuni raggiunsero nel periodo pre-pandemia riuscirono anche a superare la quota di “80”.

Come rimarca Stefano Ciafani Presidente nazionale di Legambiente

Nulla tornerà come prima. Durante e dopo il lockdown del 2020 queste parole sono state usate in più occasioni. A leggere questa edizione di Ecosistema Urbano, con i dati sullo stato di salute dei capoluoghi di provincia del nostro Paese relativi al 2021, non sembra andata così. È la conferma di quello che è visibile in tante città italiane, dove è tornata l’immobilità sulle strade intasate dalle auto, la presenza di mini-discariche intorno ai cassonetti, la coltre grigia di smog che ostacola la vista del cielo azzurro, la colorazione di alcuni fiumi inquinati da scarichi civili e industriali non depurati, solo per fare alcuni esempi noti a milioni di cittadini.

  1. Bolzano 79,02%
  2. Trento 76,31%
  3. Belluno 73,74%
  4. Reggio Emilia 72,99%
  5. Cosenza 72,79%
  6. Treviso 72,27%
  7. Pordenone 72,00%
  8. Forlì 70,34%
  9. La Spezia 67,89%
  10. Mantova 67,28%

Autore del Post

Fabio Porro

Appassionato di Meteorologia e di informazione in generale, si occupa de redigere post ed approfondimenti su vari temi.