Fiume Po verso la secca, a rischio numerose colture

Comincia a soffrire il Po ad un livello del 24% sottomedia rispetto al periodo di Marzo. Questo è dovuto alle piogge mancanti ormai da oltre 1 mese al Nord e anche sulle aree tirreniche per la presenza dell’alta pressione ad ovest che fa scivolare le perturbazioni, tra il medio adriatico e il meridione soprattutto.

La situazione comunque al momento non desta preoccupazione grazie al disgelo della neve caduta abbondante sui rilievi e l’acqua presente nei grandi laghi, ma questo ci ricorda quanto sia sempre più fondamentale preservare, stoccare e distribuire le nostre risorse.

Nella zona di Pontelagoscuro(FE) si è toccata una portata pari a 900metri cubi al secondo, al di sotto della soglia minima di 1000 mc/s (lontana dal record più basso di 690mc/s)

Le temperature non così elevate permettono una graduale discesa delle acque da monte mentre il vento sta contribuendo all’essicamento dei suoli.

Secondo quanto affermato da Coldiretti , il Po ha raggiunto un livello idrometrico di -2.6metri al Ponte della Becca, lo stesso di Agosto 2020. La situazione di magra è in tutti i bacini e anche al lago di Como sotto la media del 12%

La carenza idrica in questo momento è un grave problema per l’agricoltura , unita anche alle importanti gelate in pianura Padana. Quello che preoccupa è soprattutto nei mesi a seguire se non si invertirà la situazione proprio quando le colture avranno bisogno di acqua per alimentarsi e crescere.

La mancanza di acqua è un evento che può mettere in ginocchio i nostri agricoltori. Per risparmiarla è si sta progettando la costruzione di una rete di piccoli invasi con basso impiatto ambientale che la conservino e la distribuiscano in modo razionale dove serve alle attività e ai cittadini. Il tutto anche con una ricaduta importante sull’occupazione.

foto recente del fiume Taro nel Parmense dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po