Radon nelle nostre case, di cosa si tratta


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Capita di leggere navigando nel web di sentire parlare del Radon nelle nostre case come elemento radioattivo, di cosa si tratta?

Da qui ci viene spontaneo chiederci, è vero? Quali rischi ci sono per la nostra salute, e tante altre domande, ma prima di rispondere ai vari quesiti, è necessario comprendere cos’è il Radon.

Per farlo nei prossimi paragrafi andremo ad analizzare gli aspetti di questo gas radioattivo, senza allarmismi inutili, ma basandoci sulle informazioni fornite da: Istituto Superiore di Sanità, ISPRA e Consiglio Nazionale dei Geologi.

Che cos’è il Radon?

Vi ricordate la tavola periodica dalle lezioni di chimica a scuola, il Radon è un elemento di essa, ed ha 86 come numero atomico.

Il Radon si presenta come un gas incolore ed inodore. E’ un elemento radioattivo che si origina dal decadimento del radio 226, a sua volta generato dal decadimento dell’uranio 238.

Lo stesso Radon essendo un elemento radioattivo, tende a decadere a sua volta, determinando vari figli che vedremo in seguito.

Dove si può trovare il Radon?

Il Radon è presente di per sé in natura e lo si può trovare in quantità più elevate in alcune tipologie di suolo vulcanico. In minori quantità, o meglio piccolissime, lo si può trovare dentro ad alcuni materiali da costruzione come: pozzolane, tufi e graniti.

Il Radon è pericoloso?

Penso sia la domanda principale a cui molti di voi cercano risposta! Di per sé il Radon non è pericoloso per la nostra salute, essendo dal punto di vista chimico un gas poco reattivo, e come viene inalato dal nostro corpo così viene espulso.

Radon catena di decadimento

La stessa cosa per non vale per i “figli” derivati dal decadimento del Radon. Questi, come il Polonio 218 e/o il Polonio 214, come ci evidenzia anche l’Istituto Superiore di Sanità, sono più reattivi e riescono ad entrare nel nostro organismo legandosi al particolato come: fumo, polvere e vapore acqueo.

Una volta che queste particelle entrano nel nostro organismo e raggiungono i polmoni, queste sostanze si legano ai nostri tessuti andando a danneggiare in modo irreversibile le cellule polmonari.

L’Istituto Superiore di Sanità ha infatti stimato che il 10% dei circa 31.000 casi di tumore ai polmoni che si registrano mediamente ogni anno nel nostro Paese, è attribuibile al radon.

Come entra il Radon nelle nostre case?

Come detto in precedenza, il Radon lo troviamo principalmente nel suolo. La sua densità è maggiore, pertanto è più pesante dell’aria e tendenzialmente i seminterrati sono i luoghi più “a rischio”, rispetto ai piani superiori. In presenza di ambienti con basso ricircolo d’aria, questo va ad accumularsi in grandi quantità.

Si, ma come entra il Radon dal suolo? La motivazione principale è legata alla differenza di pressione che si trova tra il suolo ed i locali seminterrati.

Quest’ultimi essendo più caldi rispetto al suolo, avranno una pressione inferiore e il gas riuscirà quindi ad infiltrarsi nell’edificio tramite: infissi, tubature, crepe dei muri.

La sua concentrazione varia da periodo a periodo, infatti dato che l’ingresso del Radon negli edifici dipende da un aspetto di temperatura / pressione, la sua concentrazione potrà essere più elevata al mattino specie quando fuori fa più freddo.

Tuttavia non è sempre così, queste sono indicazioni generali ma ci possono essere altri fattori che possono influire sulle infiltrazioni di Radon.

Radon concentrazione media in Italia

Come proteggersi dal Radon e come rilevarlo?

Esistono vari metodi per proteggersi dalle infiltrazioni di Radon, tra quelli più semplici vi sono: l’aereazione dei locali o inducendo un aumento di pressione. Altre soluzioni prevedono l’installazione di canaline sotto al pavimento e/o dei particolari pozzetti.

Per rilevare il Radon è necessario l’utilizzo di specifici strumenti e fare una analisi accurata la cui durata è di circa un anno e mezzo.

Questo perché la concentrazione di Radon negli ambienti chiusi può variare in relazione alle condizioni stagionali.

Il consiglio è di affidarsi a tecnici specializzati che potranno eseguire queste rilevazioni posizionando il rilevatore nella stanza più idonea. Il costo si aggira tra i 25 e i 150€.

Esiste poi un’altra tecnica, tramite l’uso di un rilevatore attivo, un particolare dispositivo che permette di ottenere misure istantanee del radon, ovviamente è meno accurato, ma è utile per avere un idea, specie ad esempio quando si acquista un immobile.

Esiste un limite di concertazione di Radon?

Si, in Italia abbiamo la Direttiva 2013/59/Euratom che prevede l’introduzione di livelli riferimento inferiori a 300 Bq/m3, sia gli ambienti di lavoro che per quelli domestici.

Dopo il 31 dicembre 2024, questa soglia si abbasserà a 200Bq/m3 per le abitazioni di nuova costruzione.

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Autore del Post

Andrea Pardini

Amministratore Fondatore e Developer. Ragioniere, Perito Commerciale e Programmatore Informatico, con la passione per Meteorologia e la Scienza in generale. Attualmente Informatico presso una Web Travel Agency. Si occupa: del mantenimento della strumentazione e del portale web, stesura di articoli. Partecipa ai progetti: Archivio Eventi Meteo e Tornado in Italia.