Rischio Idrogeologico, l’Idea di utilizzare i Pluviometri

In questi giorni il geologo, docente universitario, Franco Ortolani, candidato al senato per M5S, ha rilasciato un intervista a un quotidiano locale, NapoliToday, ove afferma che con l’utilizzo dei pluviometri potremmo salvare vite umane.
Come Rete Meteo Amatori abbiamo avuto la possibilità di partecipare a convegni ed eventi in materia di rischio idrogeologico, pertanto anche se non siamo tra coloro Professionisti e responsabili Servizio Nazionale della Protezione Civile, qualche nozione sul rischio e sui giusti comportamenti da seguire gli abbiamo assimilati.
A parte l’idea contorta delle dinamiche atmosferiche: “[..] scontri tra aria calda e fredda, il pluviometro che misura l’acqua che “cadrà” [..]” Ortolani, afferma che realizzando questa rete di pluviometri, possiamo creare una specie di Early Warning, un sistema di allertamento rapido che consente di avvisare e compiere alcune azioni al verificarsi di un particolare evento che determina un pericolo.
Questo sistema è già utilizzato in altri paesi per il rischio Tsunami e Terremoti (Clicca Qui).  In Italia vi è un sistema simile che si basa sui dati radar.
Installare varie centraline pluviometriche, può essere utile per coordinare gli enti di protezione civile nel monitoraggio del territorio e intervenire su eventuali criticità. Ma a livello di prevenzione non serve praticamente a niente!
Basti  pensare ai recenti eventi che purtroppo hanno visto la morte di diverse persone: Livorno, Genova,… Se ci fosse stato un sistema del genere e in Toscana vi è così come in Liguria, i fiumi in piena sarebbero usciti comunque.
La nostra classe politica, purtroppo non riesce a comprendere che finché non verranno realizzate opere  che vadano a ridurre il rischio idrogeologico, tramite: un’efficace normativa di salvaguardia urbanistica, capace anche di ridurre i rischi esistenti.  Nonché il mantenimento dei sistemi idraulici con pulizie che vadano a rimuovere eventuali elementi che potrebbero costituire intralcio al normale deflusso dell’acqua, avremo ancora notizie di eventi del genere.

Sempre nell’intervista è stato chiesto a Ortolani: “Scie chimiche: un uomo di scienza come lei, che approccio ha verso tali teorie cospiratorie, che hanno trovato proseliti in passato anche in qualche esponente del Movimento 5 Stelle?”

Perchè a volte c’è una concentrazione di veicoli aerei in determinate zone? Qualcuno avrà tracciato i percorsi. Da dove vengono e perchè? Non so darmi una spiegazione, ma se viene consumato il carburante un interesse di qualcuno ci sarà.

Personalmente questa non la ritengo una risposta valida da uomo di scienza, perchè come sappiamo per verificare una teoria servono prove concrete basate su dati certi e verificabili. Non su teorie complottiste! Tali ipotesi non sono provate per definizione, dal momento che cesserebbero di essere “teorie”.

Le scie chimiche non esistono, quel che vedete nel cielo non sono altro che scie di condensazione. Sono dovute alla rapida condensazione in ghiaccio del vapore acqueo presente nei gas di scarico del velivolo durante la navigazione in alta quota dove la temperatura esterna è molto bassa. La persistenza e l’espansione di tali scie dipende dalla presenza di sufficiente umidità alla quota di volo.

L’intervista completa la potete trovare su Napoli Today http://www.napolitoday.it/cronaca/pluviometro-dissesto-idrogeologico-intervista-ortolani.html

Andrea Pardini

Amministratore Fondatore, Previsore e Developer. Ragioniere, Perito Commerciale e Programmatore Informatico, con la passione per Meteorologia e la Scienza in generale. Attualmente Informatico presso una Web Travel Agency. Si occupa: del mantenimento della strumentazione e del portale web, stesura di articoli ed elaborazione delle previsioni meteo. Partecipa ai progetti: Archivio Eventi Meteo e Tornado in Italia.

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