Scoperto l’anello di Haumea

Scoperto l’anello di Haumea
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Il team di astrofili dell’associazione “Isaac Newton” di Tavolaia, Santa Maria a Monte in provincia di Pisa, ha collaborato di recente allo scoperta internazionale, determinazione delle caratteristiche fisiche del pianeta nano trans-nettuniano Haumea, nell’ambito di uno studio diretto dall’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC) al quale hanno partecipato 10 osservatori astronomici europei.

Per chi non sapesse

Haumea è un pianeta nano del sistema solare esterno, dotato di due satelliti. È qualificato come oggetto transnettuniano, di cui fanno parte anche Plutone, Eris e Makemake.

Vi pubblichiamo qui un estratto del comunicato stampa pubblicato sul sito dell’Associazione

La tecnica di osservazione utilizzata per lo studio del corpo è stata quella delle occultazioni asteroidali; l’occultazione avvenne in 21 gennaio del 2017, durante l’osservazione il pianeta transitò davanti una stella e questo produsse una eclisse di luce della stella stessa, dalle riprese e successive analisi fu rilevata la presenza di un anello di materia attorno ad HAUMEA e sempre tramite l’osservazione furono determinati i parametri fisici del corpo, diametro, densità, posizione e forma dell’anello , schiacciamento equatoriale ecc. .

Il team di osservazione dell’Osservatorio di Tavolaia costituito da Mauro Bachini e Giacomo Succi la sera del 21 gennaio 2017, utilizzò il telescopio di Lajatico da 50 cm il RC 50 F/9 + CCD Moravian binning 2, 512×512 pixel, del socio Isaac Newton Fabio Martinelli, titolare del Lajatico Astronomica Centre che partecipo’ egli stesso alle riprese.

Dal team fu scelto l’uso del telescopio di Lajatico in quanto dava maggiori garanzie di risultato per il maggior diametro strumentale (50 cm rispetto al 40 cm di Santa Maria a Monte) e per la qualità del cielo migliore a seguito delle condizioni previste per la serata.
Furono effettuate più di 130 riprese CCD con esposizione di 15 secondi e relative riprese di normalizzazione, dark, flat field e dark del flat field.

La successiva analisi, visto il bassissimo livello SNR (rapporto segnale rumore , cioè il rapporto tra l’immagine dell’oggetto e il fondo cielo) rivelò subito notevoli difficoltà di elaborazione, tanto che inizialmente eravamo convinti di non avere rilevato il fenomeno, successivamente su sollecitazione di J.L.Ortiz dell’Instituto de Astrofisica de Andalucia, abbiamo elaborato i files con maggiore accuratezza utilizzando una serie di software astronomici dedicati e inviato le nostre osservazioni in Spagna in modo che il team di ricerca dei professionisti potesse autonomamente elaborare le nostre osservazioni e utilizzarle nello studio.

Il risultato finale, con l’uscita di una pubblicazione sulla rivista “Nature Astronomy” da pare del team spagnolo dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC) riempie di orgoglio e soddisfazione gli astrofili di Tavolaia.

La conmunicazione finale di scoperta, nella quale le riprese da noi effettuate sono state inserite nello studio e, nel loro piccolo, hanno collaborato a determinare le caratteristiche del lontano corpo del Sistema Solare, sono, per noi, un risultato entusiasmante e insperato che ripaga delle lunghe notti spese ad inseguire le piccole e flebili “stelle erranti” del cielo.
Un ringraziamento particolare, l’Associazione Isaac Newton, lo rivolge all’Amministrazione Comunale di Santa Maria a Monte, che ci supporta nelle nostre attività di ricerca e didattica, le riprese anche se effettuate in un altro osservatorio sono il risultato di una esperienza maturata a Santa Maria a Monte all’Osservatorio di Tavolaia, durante anni di riprese su occultazioni asteroidali e soggetti variabili quali stelle variabili, supernove, asteroidi (astrometria e curve di luce). Nell’ultimo anno i vari lavori sviluppati dal team di Tavolaia sono usciti su riviste e pubblicazioni tecniche nazionali ed internazionali ed altri fenomeni sono tuttora in corso di studio e avranno sviluppi futuri.

Dallo studio pubblicato risulta che Haumea ruota attorno al Sole lungo una orbita ellittica che impiega 285 anni per essere completata, e impiega 3,9 ore per ruotare attorno al suo asse, molto meno di qualunque altro corpo che misura più di un centinaio di chilometri in tutto il Sistema Solare, tale velocità di rotazione lo fa appiattire, dandogli una forma ellissoidale simile ad una palla da rugby. Lo studio rivela inoltre che Haumea misura 2.320 chilometri lungo il suo asse più lungo, più o meno le stesse dimensioni di Plutone. Dalle osservazioni, inoltre, non è stata rilevata la presenza di una atmosfera planetaria che Plutone possiede.
Le osservazioni hanno rilevato la presenza di un anello di materia attorno ad Haumea, l’anello si trova sul piano equatoriale del pianeta nano, esattamente come il suo più grande satellite, Hi´iaka, e mostra un rapporto di risonanza 3:1 con rispetto alla rotazione di Haumea, il che significa che le particelle congelate che compongono l’anello ruotano tre volte più lente pianeta di quanto esso ruota attorno al suo asse.

Fonte www.cielisutavolaia.com

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature e consultabile al seguente Link

Autore del Post

Andrea Pardini

Amministratore Fondatore e Developer. Ragioniere, Perito Commerciale e Programmatore Informatico, con la passione per Meteorologia e la Scienza in generale. Attualmente Developer, Marketing e Social Media Manager presso una Concessionaria. Si occupa: del mantenimento della strumentazione e del portale web, stesura di articoli. Partecipa ai progetti: Archivio Eventi Meteo e Tornado in Italia.