2020 da caldo record in Europa

Ebbene si il 2020 è stato l’anno il più caldo mai registrato in Europa dai dati di Copernicus. Pensate che nel nostro continente le anomalie delle temperature invernali sono state per 3.4°C al di sopra della media. Cosa ancor peggiore le concentrazioni di gas serra stanno continuando ad aumentare, toccando i livello più alto dalle prime registrazioni satellitari del 2003.

Avete letto bene come già più volte abbiamo detto anche sulla nostra pagina , quest’anno di lockdown ha influito ben poco nel bilancio totale dell’inquinamento atmosferico, in quanto ad esempio gas come la CO2 prima di decadere ci mettono 100 anni.

Caldo e sole eccezionale, pioggie nella norma con delle eccezioni

Un anno segnato da fasi di caldo eccezionale soprattutto tra l‘inverno e l’autunno, in particolare sui settori nord-orientali con un grave impatto sul manto nevoso e il ghiaccio marino. Pure l’estate è stata più calda della norma, ma con ondate di calore meno intense, diffuse e prolungare rispetto agli ultimi anni.

Salvo alcuni casi come la Francia dove a Giugno si sono toccati valori oltre 45°C(mai raggiunti prima d’ora) con tantissimi danni alle viti ormai pronte verso la raccolta.

Oltre questo abbiamo visto molte ore di sole in più , in particolare tra Gennaio e Maggio (anche qui record dal 1983, anno in cui venivano presi i dati da satellite).

Per quanto riguarda le piogge sono state nella norma, ma vi è stato un importante passaggio tra condizioni molto umide in Inverno ad una Primavera molto secca. Questo ha avuto un impatto anche sulla disponibilità di acqua nel suolo e per la vegetazione.

A Ottobre è stata rilevante la tempesta Alex che nel Regno Unito ha portato piogge torrenziali stabilendo record giornalieri, ma anche importanti sulla Francia nord-occidentalie e le Alpi meridionali scatenando non pochi danni. Sui versanti francesi e italiani delle Alpi Marittime in un solo giorno è caduto il triplo della media pluviometrica tipica di questo mese.

Anomalie della temperature al suolo per inverno (dicembre 2019 ‒ febbraio 2020), primavera (marzo ‒ maggio), estate (giugno ‒ agosto) e autunno (settembre ‒ novembre) 2020 rispetto alla rispettiva media stagionale per il periodo di riferimento 1981‒2010. 

Sguardo ai ghiacciai

Nonostante un inizio freddo , il 2020 è stato il 2° anno più caldo mai registrato per l’Artico con una temperatura di 2.2°C sopra la media 1981-2010. La Siberia artica e i mari adiacenti hanno registrato anomalie anche di 6°C oltre. Più critiche la Primavera e l’Autunno dove la copertura nevosa si è particolarmente ridotta.

Lo spessore del ghiaccio si è ridotto in media di 30m dal 1957 e la perdita di questo in Groelandia e Antartide ha spinto verso l’alto il livello globale del mare di oltre 18mm tra il 1992 e il 2018

Serie storica di anomalie della temperatura superficiale media annuale dal 1979 al 2020 mediata nella regione artica (66,6 ° N – 90 ° N). 
A destra: mappa dell’anomalia della temperatura superficiale media annuale nel 2020. Tutte le anomalie sono calcolate rispetto alla media 1981‒2010.

Per concludere

Sebbene i dati sugli eventi annuali forniscano un’utile panoramica questi devono essere letti in un contesto più lungo per comprendere meglo l’evoluzione del clima.

Gli obbiettivi dell’accordo di Parigi impegnano i paesi firmatari a limitare il ricaldamento globale al di sotto dei 2°C al di sopra delle temperature preindustriali e idealmente ad un aumento di 1.5°C o meno. L’ultima media quinquennale indica però che il mondo si è già scaldato di 1.2°C

I gas serra immessi in atmosfera a causa del nostro inquinamento intrappolano il calore vicino alla superficie terrestre. Questi però come detto all’inizio continuano ad aumentare.

Il monitoraggio del clima è un compito tanto complesso quanto i sistemi terrestri che osserva. ll rapporto attinge ai dati dei satelliti, rianalizza, stime basate su modelli e misurazioni effettuate a terra, in mare e nell’atmosfera, gran parte dei quali è fornita dal programma Copernicus.

Riunire i dati e le informazioni per questo rapporto è un enorme sforzo di collaborazione europea, ma  che consentono però ai responsabili delle decisioni del settore pubblico e privato di garantire che le loro azioni contribuiscano all’agenda a emissioni zero e verso un futuro sostenibile per tutti.

In mappa le anomalie termiche globali dal 1880 ad oggi

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