8 Dicembre 2022
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Copertura nevosa sulle Alpi 20 giorni in meno rispetto a 40 anni fa

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Uno studio di Eurac Research  appena pubblicato sulla rivista Scientific Report del gruppo Nature, traccia un bilancio sconfortante di questi ultimi decenni.

Tra il 1982 ed il 2020 in tutto il Mondo il periodo di copertura nevosa nelle aree montane è diminuito in media di circa 15 giorni, mentre sulle nostre Alpi oscilla tra i 10 e 20 giorni.

Lo studio di Eurac arriva dopo un primo approfondimento ( due anni fa) sulla copertura nevosa a livello globale, che annunciava come nel 78% delle aree montane la neve fosse diminuita negli ultimi ventanni.

Per fortificare queste osservazioni l’autrice Claudia Notarnicola ( fisica, vicedirettrice dell’Istituto per l’osservazione della Terra di Eurac Research e unica autrice dello studio) ha esteso al 1982 la raccolta dei dati coprendo così un periodo di 30 anni fino al 2020.

Come afferma la stessa ricercatrice..

Purtroppo non ci sono smentite delle tendenze, ma solo conferme. Con poche eccezioni, i dati sia sulla estensione sia sulla durata della copertura nevosa sono in netta diminuzione.

In media, come detto, i giorni in cui la neve rimane al suolo sono 15 in meno, con picchi però di 20 addirittura 30 giorni in meno nelle province occidentali del Canada.

In questi 38 anni di analisi si registrano anche aumenti sia nella copertura sia nei giorni di neve. Riguardano per esempio alcune zone dell’Asia Centrale e alcune valli degli Stati Uniti d’America. Non ci sono spiegazioni concordi per questi fenomeni, ma potrebbe trattarsi di altri effetti dei cambiamenti climatici, per esempio variazioni nelle correnti nei venti o specifiche condizioni microclimatiche. In ogni caso, si tratta di eccezioni in un contesto globale molto negativo.

Lo studio si è potuto realizzare sia con dati satellitari, sia con modelli matematici, unendo le serie storiche di dati satellitari MODIS, con una risoluzione di 500 metri ma disponibili solo dal 2000.

Come afferma la ricercatrice Notarnicola..

Ho scelto come base un modello globale della Nasa già molto valido e l’ho ulteriormente affinato. Per il periodo in cui coesistevano i dati del modello e le immagini satellitari più precise ho potuto infatti calibrare meglio il modello grazie alle cosiddette “reti neurali artificiali”, cioè un sistema di calcolo che rientra negli strumenti dell’intelligenza artificiale.

La copertura ( secondo l’Eurac) è diminuita in totale del 4% che moltiplicata per l’estensione delle aree interessate dalle tendenze negative, restituisce numeri allarmanti.

Solo l’eruzione del vulcano messicano El Chichon negli ottanta ha provocato un lieve raffreddamento che ha contrastato la diminuzione della neve, ma si è trattato di un fenomeno circoscritto nel tempo.

Riferimenti eurac.edu

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Autore del Post

Fabio Porro

Appassionato di Meteorologia e di informazione in generale, si occupa de redigere post ed approfondimenti su vari temi.
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