Il Terremoto del Vulture del 23 Luglio 1930

E’ definito impropriamente “terremoto del Vulture“, ma in realtà fu un terremoto dell’Irpinia ed è stato uno dei terremoti più devastanti che hanno interessato la nostra penisola.

Era la notte tra il 22 e il 23 Luglio dell’anno 1930 alle ore 01:08 una scossa di terremoto di magnitudo 6.7 colpì una vasta area dell’Italia meridionale, in particolare le zone tra l’Alta Irpinia e la zona del Vulture, coinvolgendo le province di Napoli, Avellino, Benevento, Foggia, Potenza e Salerno.

Il Terremoto del Vulture del 23 Luglio 1930
Foto di Bundesarchiv – Archivio Federale Tedesco

I danni maggiori si ebbero nell’area appenninica dove trovarono la morte più di 1400 persone.

  • Avellino (1052 vittime),
  • Potenza (214),
  • Foggia (108)

L’effetto distruttivo legato alla forte scossa fu aggravato dalla scarsa qualità dei materiali usati per le costruzioni e dalla natura argillosa dei terreni su cui sorgevano gli abitati.

Era noto che all’epoca le abitazioni sia di famiglie di ceto più elevato che quelle più povere, erano generalmente costruite con ciottoli fluviali o con pietre vulcaniche, legate da malte di bassa qualità o da fango essiccato.

Nella sfortuna dell’evento, nonostante la totale distruzione degli edifici i morti furono solo lo 0,05 % della popolazione delle province colpite. Ciò fu dovuto al fatto che il terremoto avvenne in concomitanza con la trebbiatura del grano e pertanto molti abitanti che erano contadini, si trovavano a riposare in campagna.

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