Alluvione in Germania e cambiamenti climatici

Torniamo a parlare di quanto accaduto in merito all’alluvione della Germania tra il 14-15 Luglio con oltre 170morti. Siamo tutti consapevoli da alcune immagini che non bisognava costruire in aree alluvionali (mah nella nostra penisola invece??).

Si parla di un evento che ha portato precipitazioni con tempi di ritorno ultasecolari, cioè qualcosa di mai visto in tempi recenti in queste località e si sa che la costruzioni vengono fatte guardando la vecchia climatologia.

Registrati circa 150 mm di precipitazioni in 24 ore. La stazione meteorologica di Rheinbach-Todenfeld (Nord Reno-Westfalia) ha registrato 158 mm seguita da Colonia-Stammheim (Nord Reno-Westfalia) con 154 mm, Klein-Altendorf (Renania-Palatinato) con 147 mm e Kall- Sistig (Nord Reno- Westfalia) con 145 mm.

Aree dove l’evento più importante aveva segnato valori attorno i 100mm giornalieri.

Inoltre già nei giorni precedenti si erano già verificati dei forti rovesci con terreni già abbastanza saturi.

I fenomeni di dissesto hanno interessato un’area molto vasta ben più ampia rispetto a quanto visto nei social. Alluvioni non solo sulla Germania occidentale, ma su parte della Francia di confine, Lussemburgo e Belgio.

Tutti a incantarsi sulle piccolezze quando dinanzi a noi stanno ormai ripetendosi eventi sempre più estremi.

La mappa sotto di ECMWF mostra l’extreme forecast index per temperatura, vento e precipitazioni. Questo indice mostra proprio gli eventi estremi nella previsione rispetto alla climatologia del modello.

Vediamo la bassa pressione sull’europa centrale (indicata con L) che richiama verso l’altopiano dell’Eifel fa affluire aria umida ed instabile dalle regioni baltiche e dal mare del nord dove era presente una pesante anomalia nelle temperature.

Aria più calda può contenere il 7% in più di vapor d’acqua , per ogni gardo in più di temperatura. Troviamo già qui una connessione tra riscaldamento globale e piogge torrenziali.

Le ondate di calore sono dei gran raccoglitori di energia e umidità, finità la fase di accumulo tutta questa viene liberata sottoforma di precipitazioni e vento per lo più.

Il riscaldamento globale sta portando ad estremizzare il ciclo idrogeologico ed è quindi ormai facile rendersene conto. (Report dal meteorologo Federico Gazzarini).

Dando uno sguardo al mar Baltico le temperature erano ben sopra la media. Il 14 Luglio si sono raggiunti addirittura i +26°C(caldo quanto il nostro Mediterraneo) quando in questo periodo ci dovrebbero essere anche 18°C.

Oltre questo ricordiamo che l’Europa veniva anche dal 2°Giugno più caldo da quando si hanno i dati.

Per concludere…

Vediamo di riassumere i 3 principali fattori di rischio per l’aumento di questi eventi: l’aumentata pericolosità dei fenomeni meteo-idro per i cambiamenti climatici, l’aumento della vurnerabilità dei territori e l’ultimo l’aumentata esposizione al rischio dei territori stessi.

Per risolvere quindi la situazione bisogna intervenire su tutte e 3 queste cose senza perdere altro tempo.

Di Carlo Cacciamani

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