Incendi devastano la Siberia e l’Oregon

Situazione drammatica in Siberia dove a seguito di un inizio estate mai così secco da 150 anni e il Giugno più caldo di sempre si registrano numerosi incendi. La regione più colpita è quella nord-orientale della Sakha-Jacuzia con quasi 200 focolai attivi.

Un’area che d’Inverno pensate è considerata tra le aree più fredde e gelide del pianeta.

L’area bruciata si è estesa di 100mila ettari in sole 24 ore (ormai quasi 1milione di ettari le aree interessate) combattutti da oltre 2000 vigili del fuoco, ma il fumo si è spinto fino alle città rendendo scenari davvero apocalittici, pure nella capitale di Yakustk. Qui anche l’aeroporto è stato chiuso.

Le persone per uscire di casa sono obbligate a tenere le mascherine visto che l’aria è a dir poco irrespirabile con valori di pm10 che hanno raggiunto oltre 800 μg/m3 . Si invita anche gli abitanti a tenere chiuse le finestre di casa.

Tanti incendi anche nel nord America

Il vento continua ad alimentare numerosi roghi sugli USA specie occidentali in particolare nell’Oregon. Qui il Bootleg Fire è uno dei più vasti che si è formato nella storia locale ed ha divorato 1200km quadrati di foresta fino ad ora (pari alla grandezza di Los Angeles).

In zona sono state evacuate 2mila persone. Anche qui gli incendi hanno trovato terreno fertile tra siccità e caldo anomalo.

Queste fiamme talmente vaste hanno creato anche dei pirocumulonembi che possono produrre raffiche di vento, fulmini e diavoli di fuoco capaci di estendere i focolai su un terreno così asciutto.

Come vediamo nell’immagine satellitare del 15 Luglio purtroppo non è l’unica area avvola dal fumo.

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