Neve chimica? No è Neve da Nebbia

Sfatiamo un altro mito inventato dai mass media, in particolare sui social dove troviamo la dicitura di “Neve Chimica“, alcuni parlano persino di fiocchi di neve senza nubi, ma la realtà è ben diversa.

l termine risulta fuorviante, perché induce a pensare che all’origine del meccanismo di deposizione del leggero manto bianco osservato, o al suo interno, ci sia qualche sostanza chimica, estranea e sconosciuta, mentre ciò che si vede altro non è che acqua allo stato solido (=neve!).

Ovviamente, anche in questa neve è possibile riscontrare tracce dei noti inquinanti che stazionano sulla Valpadana, sia naturali che prodotti dalle attività umane, ma non in qualità o quantità diversa da quelle che si riscontrerebbero in una normale pioggia o neve.

Foto di Lorenzo Piccinini da Parma 19 Gennaio 2021
Foto di Lorenzo Piccinini da Parma 19 Gennaio 2021

Ma come si forma questa Neve da Nebbia?

Il termine corretto per definire questo fenomeno è Neve da Nebbia, come sappiamo le precipitazioni da nebbia non sono una novità, infatti si verificano spesso delle pioviggini in presenza di nebbia, ma in particolari condizioni specie in inverno quando le temperature sono rigide, le precipitazioni possono assumere una forma solida.

Scendendo più nel dettaglio, per l’origine di qualunque precipitazione è necessario un accumulo di vapore acqueo su nuclei di condensazione, come ad esempio: aerosol, polveri, particelle microscopiche di vario tipo, di origine naturale o antropica.

Se non ci fossero questi elementi, la fisica ci dimostra che dovremmo avere altissime % di umidità superiori al 100% prima che la molecola di vapore possa condensare in autonomia.

Spostando questo meccanismo in una zona urbana, con condizioni di alta pressione, le particelle presenti nell’aria tra cui anche il particolato, accumulatesi sotto l’inversione termica, possono agire da nuclei di condensazione.

Quando le temperature sono rigide e raggiungono valori sotto-zero, si può avere il congelamento di qualche gocciolina di acqua in ghiaccio, o se fa molto freddo la sublimazione inversa del vapore acqueo direttamente sul nucleo di condensazione.

Nel momento in cui queste particelle di ghiaccio e/o acqua sono contenute nella nebbia, si avvia un meccanismo fisico in cui le particelle di ghiaccio tendono ad ingrossarsi a spese di quelle di acqua, unita poi alla turbolenza dell’aria queste particelle possono aggregarsi tra loro formando dei fiocchi.

Infine al pari di qualsiasi altro fenomeno meteorico, liquido o solido che sia, è vero che è chimica, formula H2O ma non disprezziamola.

Esempio di neve da nebbia avvenuta il 19 Gennaio 2021 a Parma