Terremoto dell’Irpinia del 1980

Il giorno 23 Novembre del 1980 un sisma di magnitudo interessò il Il distretto sismico dell’Irpinia, con una magnitudo di 6.9, raggiungendo il decimo grado della scala Mercalli. L’epicentro fu localizzato tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, ad una profondità di 10km.

Il terremoto dell’Irpinia, una scossa che durò circa 90 secondi, quella domenica 23 novembre del 1980 alle 19:34:53, colpendo un’area di 17.000 km² in particolare i comuni di: Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto e Santomenna.

Il sisma causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e, secondo le stime più attendibili, 2.914 morti.

Una scossa che durò circa 90 secondi, quella domenica 23 novembre del 1980 alle 19:34:53, con danni che si ebbero in gran parte dell’area centro meridionale della penisola.

L’Analisi Geosismologica del terremoto dell’Irpinia

L’analisi geosismologica condotta dall’INGV ha appurato che l’area interessata dal sisma ha subìto tre distinti fenomeni di rottura lungo differenti segmenti di faglia.

Il terremoto dell’Irpinia fu infatti il primo terremoto italiano ad aver prodotto un’evidente fagliazione superficiale, con spostamento fino a 1 metro dei due blocchi crostali.

Scarpata di faglia prodotta dal terremoto del 1980 sul Monte Carpineta nei pressi di Colliano, in provincia di Salerno. Fonte INGV

Tali segmenti sono stati localizzati sotto i monti Marzano, Carpineta e Cervialto. La frattura ha raggiunto la superficie terrestre generando una scarpata di faglia ben visibile per circa 35 km

Fonte notizie ed immagini INGV


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