Freddo e gelate tardive 6-8 Aprile 2021


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Tra il 6-8 Aprile un notevole fronte Artico carico di aria molto fredda è riusciuto a scendere verso la nostra penisola portando instabilità specie al Nord-est e centro-sud con nevicate fino a bassa quota. Il tutto accompagnato da forti venti di Bora sulle aree adriatiche , fohen tra Piemonte orientale e Lombardia di confine, grecale sul tirreno.

Uno cambio di circolazione così importante visto il grande caldo africano tra il 30 Marzo e il 2 Aprile che ha stracciato diversi record in Toscana, ma non solo anche al settentrione con massime fin 28°C.

Pressione al suolo , Martedì 6 Aprile

Nevicate fino a bassa quota

Durante il 6 Aprile abbiamo registrato la neve fino in pianura nel Friuli specie nella zona di Trieste, del Carso(qui anche una decina di cm) ma anche nella Croazia e Sloviena(qui però con accumuli fin sulle coste). Nella seconda parte di giornata la dama bianca ha abbracciato anche l’entroterra ligure , colline tra Romagna-Marche(10cm Urbino) e Toscana

Grazie alla massa d’aria molto fredda e l’aria particolarmente secca anche nella giornata successiva ci sono stati episodi di neve fino in pianura. Questo però con temperature positive sempre al Centro e al Nord-est ed ovviamente senza il bianco candore al suolo. Nevicate che hanno raggiunto le colline del Sud specie tra Campania e Puglia/Basilicata di confine attorno ai 500m.

Urbino sotto la fitta nevicata del 6 Aprile

Un importante calo delle temperature

Quello che però ha più colpito è stato il crollo termico. Durante martedì 6 specie durante il pomeriggio si registravano anche 3/5°C in Emilia-Romagna Veneto e Friuli.

Un crollo di oltre 15°C rispetto alla giornata precedente e se lo confrontiamo con il giovedì/venerdì precedente, durante l’ondata calda(26/28°C nelle zone del centro-nord), si arriva anche ad un cambio di 25°C.

Va detto comunque che la Primavera è la stagione di intermezzo tra Inverno ed Estate e quindi possiamo avere importanti varazioni termiche da un momento all’altro.

Tra le Alpi si sono osservati valori più bassi degli ultimi 20/30anni passando anche il 2003 come a Capanna Regina Margherita 4500m circa sul Monte Rosa con -33.6°C e del Passo di Monte Moro a 2820 m in Val d’Ossola, con -19,4 °C. Valori tra i più freddi anche dell’Inverno 2020/2021 ma non è capitato solo qui.

Anomalie termiche a 1500m per Mercoledì 7 Aprile

La giornata dell’ 8 Aprile è stata la più decisiva e segnante per le nostre pianure con gelate diffuse al Centro-nord anche fin sulle coste con valori in pianura anche verso i -9/-10°C in particolari fondovalle. Durante il 9 il ghiaccio ha raggiunto anche le aree interne di Puglia e Campania.

Tanti fattori che hanno aiutato in questo evento: il punto di rugiada molto basso nelle giornate precedenti; i terreni secchi dove non cadeva una goccia da 2 mesi; l’assenza dei venti e l’inversione termica che ha permesso assieme di far scendere l’aria fredda fino al suolo.

In tante zone si sono battuti i record degli ultimi 20/30 anni mentre in altre si è segnato prioprio un record storico di minima mensile. Di questi le città di Siena con -2.1°C, Grosseto -4°C, Perugia -6°C, Ferrara -3.2°C, Verona -5.2°C (tutte temperature mai registrate ad Aprile).

Valori minimi toccati durente l’8 Aprile

Gelate drammatiche per le imprese agricole

Dopo il riscoppio anticipato della vegetazione, grazie ad una fine d’inverno molto mite, i valori fin sotto -4/-5°C in tante zone di pianure hanno bruciato diverse coltivazioni in fiore e frutto. Questo è il periodo più critico e sensibile della piante in cui usano tutte le loro riserve energetiche per procedere nello sviluppo finale.

Nelle campagne dove le produzioni in molti territori sono state praticamente dimezzate(in casi peggiori anche di più), dalle albicocche alle pesche, dalle fragole ai kiwi fino agli ortaggi. Alcuni agricoltori si sono riusciti a salvare accendendo fuochi o avendo irrigazioni anti-brina, ma neanche questo a volte basta con valori così negativi.

Infine alla domanda dove è finito il riscaldamento globale, come detto già nei mesi precedenti si sono toccate anomalie positive. Secondo i dati di Copernicus gli ultimi 12 mesi sono al 3° posto tra i più caldi da un secolo e mezzo. Tra le fasi calde ogni tanto capita faccia anche periodi più rigidi. Purtroppo ormai ce lo dicono i dati che i record di caldo sono 10 volte maggiori rispetto a quelli freddi.

San Zeno Arezzo un impianto di drupacee difese dall’irrigazione antibrina – foto che ci invia Davide Spighi
Alcune gemme di vite bruciate dal freddo in Romagna

Autore del Post

Redazione RMA

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