I Temporali Rigeneranti alla Base delle Alluvioni Lampo

La Pioggia dei Temporali Rigeneranti

La caratteristica di nubifragio che viene ad assumere la precipitazione di un temporale rigenerante è capace di riversare al suolo, in poco tempo, qualche centinaio di millimetri di pioggia. Non esiste un rateo preciso tipico del fenomeno, ma mediamente si parla di 200-300 millimetri che cadono in 2-3 ore. Per esempio, nell’alluvione che colpì Genova il 4 novembre del 2011, la stazione meteorologica di Vicomorasso registrò 181 millimetri in un’ora, 337 millimetri di tre ore e 386 millimetri in sei ore.

Nell’alluvione che colpì le Cinque Terre e la Val di Vara qualche giorno prima (era l’11 ottobre 2011), la stazione meteorologica di Brugnato registrò 143 millimetri in un’ora, 328 millimetri in tre ore e 472 millimetri in sei ore (figura 3). Sapendo che un millimetro di pioggia corrisponde a un litro di acqua per metro quadrato, è facile immaginare a quale stress idrico possa essere sottoposto il terreno che ovviamente non è in grado di assorbire una massa d’acqua di tal portata in così poco tempo: giusto per un paragone, i 181 millimetri di pioggia caduti a Vicomorasso (cioè 181 litri di acqua per metro quadro) corrispondono a 121 bottiglie di acqua da un litro e mezzo svuotate in un’ora su un metro quadrato di superficie.

Immaginiamo allora la pioggia caduta su centinaia di chilometri quadrati, dove si verifica il temporale rigenerante. Questi sono i numeri che fanno di un’alluvione lampo un evento meteorologico estremo: grosso modo, in linea di massima, la pioggia che dovrebbe cadere in 2-3 mesi cade in un’ora e quella che dovrebbe cadere in 5-6 mesi cade in 5-6 ore. Inevitabile, a questi punti, che la risposta dei corsi d’acqua a questa sollecitazione idrologica sia praticamente istantanea e che la probabilità di avere esondazioni diventa alquanto probabile (figura 4).

La Previsione del Fenomeno

Come abbiamo detto, il fenomeno si sviluppa su una linea di convergenza che può essere approssimabile a un rettangolo piuttosto stretto: l’area interessata dal temporale rigenerante è quindi piuttosto limitata. Visto che il modello di previsione simula il comportamento dell’atmosfera su un territorio altrettanto simulato (si legga, per ulteriori approfondimenti, l’articolo precedente a questo in cui viene spiegato questo concetto), l’inquadramento spaziale e temporale del fenomeno presenta inevitabilmente degli errori e di conseguenza la previsione di tali fenomeni può essere solo di tipo probabilistico.

Non è possibile fornire i confini “precisi” entro cui si svilupperà la linea di convergenza e allo stesso tempo non è possibile stabilire i tempi “precisi” in cui si potrebbe formare il fenomeno. In sede di previsione si indica allora un’area più vasta rispetto alle dimensioni dell’area indicata dal modello in cui si ritiene più probabile che il fenomeno possa formarsi e si indica un intervallo temporale in cui si ritiene più probabile che il fenomeno possa formarsi.

Può certamente capitare che, alla fine dei giochi, su parte dell’area indicata come potenziale interessata il fenomeno non si verifichi, come può capitare che il fenomeno non si verifichi del tutto. Ci sta, perché ricordiamoci sempre che “la probabilità elevata che un evento si verifichi non lo assicura” e “la bassa probabilità che un evento si verifichi non lo esclude”.

Lo abbiamo detto e ancora una volta lo ripetiamo: “modello” e “realtà” non sono la stessa cosa e più mi spingo su scale spazio-temporali ridotte per prevedere fenomeni che a queste scale si sviluppano, più aumenta l’errore a cui è soggetta la previsione. I temporali rigeneranti, purtroppo, fanno parte di quei fenomeni che rientrano in questa casistica: ecco perché bisogna conoscerli, bisogna sapere a cosa possono dare luogo e quali sono i limiti della loro predicibilità. E proprio per l’impatto che hanno sul nostro territorio, devono entrare a far parte obbligatoriamente del nostro bagaglio culturale. Perché dalla cultura nasce la prevenzione e con la prevenzione si salvano vite umane.

Autore Articolo Andrea Corigliano