2020 eguaglia il 2016 come anno più Caldo

Il programma europeo di osservazione terrestre Copernicus ha pubblicato il report del bilancio climatico del 2020, che a livello globale è risultato come un altro anno complessivamente molto caldo.

Il 2020 è stato l’anno più caldo facendo registrare una anomalia media di temperatura globale di +0,62°C (rispetto al trentennio 1981-2010), eguagliando pressoché il primato del 2016 che ricordiamo essere stato di +0,63°C.

I sei anni più caldi sono stati tutti dal 2015, con il 2016, 2019 e il 2020 tra i primi tre. Le differenze nelle temperature medie globali tra i primi tre anni più caldi (2016, 2019 e 2020) sono indistinguibilmente piccole, come afferma il WMO (Organizzazione Meteorologica Mondiale).

Il 2020 a differenza del 2016 ha visto l’assenza del fenomeno di El Niño che in quell’anno aveva invece contribuito alla determinazione di quella anomalia.

Fonte dati WMO

I dati di Copernicus evidenziano inoltre altri dati riguardanti l’anno 2020:

Per l’area dell’Europa il precedente record di caldo riguardante l’anno 2019 che vedeva una anomalia di +1,2 è stato stracciato nel 2020, con una anomalia di +1,6 °C (0,4°C di differenza)

Sembra nulla come differenza, ma stiamo analizzando un dato a scala annua continentale, e fluttuazioni del genere sono molto significative per i delicati equilibri dei singoli territori.

In Italia il centro CNR-ISAC rileva con il loro report, che il nostro paese ha visto una situazione di anomalia positiva, ma mento eccezionale, rispetto ad altri anni, facendo risultare comunque il 2020 come quinto anno più caldo nella serie nazionale. L’anomalia rilevata, rispetto al periodo 1981 – 2010 vede un +0,96°C.

Rimanendo in Italia, possiamo non ricordare i dati elaborati dalle nostre stazioni di rilevamento di Stazione di Montale (PT) e quella di Cascina (PI), che hanno registrato una temperatura media annua di +15.2°C a Montale e +15.5°C a Cascina.

Oltre ai dati di temperatura, l’Italia ha fatto registrare il 2020 anno complessivamente secco, con un deficit precipitativo del 15%

Precipitazioni Annuali 2020 Fonte CNR ISAC

Nonostante il blocco della pandemia, le emissioni ovviamente non si sono azzerate, ma solo rallentate e i dati pubblicati dall’Atmosphere Monitoring Service (CAMS) e contenute nel report di Copernicus, evidenziano come e concentrazioni di CO2 nell’atmosfera hanno continuato ad aumentare a un tasso di circa 2,3 ppm / anno nel 2020, raggiungendo un massimo di 413 ppm a maggio 2020.

Considerando il solo biossido di carbonio le emissioni hanno registrato un -7% rispetto al 2019, (fonte Global Carbon Budget). Ma nel complesso le concentrazioni totali in atmosfera hanno raggiunto valori record come le 417,1ppm a Maggio all’osservatorio di Mauna Loa Hawaii e le 418,4ppm del dicembre 2020 del Monte Cimone, sull’Appennino Tosco-Emiliano.

Purtroppo senza efficaci politiche ed azioni di contrasto che vadano a costituire un modo di vivere più sostenibile, non riusciremo mai e poi mai a bloccare per tempo questo inesorabile trend e volgerlo verso una decisa diminuzione